Zeppole salate calabresi

Solitamente quando si parla di zeppole si pensa subito a quelle dolci, con la crema e le amarene, cioè alle Zeppole di S. Giuseppe, ma dovete sapere che in Calabria e più precisamente sulla costa ionica della provincia di Reggio Calabria (finora ho parlato con altre persone di altre zone e non le conoscono ma potrei sbagliarmi), quelle dolci quasi nessuno le conosce!

zeppole

Da noi infatti, quando si parla di Zeppole, si pensa subito a quelle salate: che siano con acciughe, baccalà, ‘nduja, olive, prosciutto , mortadella o provola (se ce ne sono altre varianti non lo so..), queste non possono mai mancare sulla tavola di una Calabrese DOC, soprattutto quando è il periodo Natalizio, anche se io le preparo in qualsiasi periodo dall’anno, basta che non faccia caldo. Le ricordo fin da quando ero piccola ed ormai non posso farne a meno! Continua a leggere

Vitello tonnato

Il Vitello tonnato (vitel tonnà o vitel tonnè in piemontese), a differenza di quello che potrebbero pensare in molti, è un classico piatto italiano, per la precisione ha origini piemontesi: per tradizione questo antipasto viene preparato con il girello di fassone.

vitello tonnato

Naturalmente è un tipo di antipasto che può essere servito anche come secondo piatto e va mangiato freddo. Continua a leggere

Lasagne alla Bolognese

Le Lasagne alla Bolognese, sono un piatto tipico dell’Emilia Romagna e più precisamente, come si evince dal nome stesso, sono originarie della città di Bologna.

Un po’ di StoriaCicerone

Anche se in molti credono che questo piatto abbia avuto origine recentemente, in realtà le Lasagne risalgono all’epoca Romana. All’epoca non erano preparate come le conosciamo noi oggi, ma erano composte da una striscia di pasta tagliata a forma di quadrato e cotta sulla piastra o in pentola, assieme a formaggio e fagioli. Erano talmente apprezzate, che anche Cicerone, uno dei più grandi uomini Politici ed oratori dell’Urbe, le preferiva alle altre pietanze, poichè non solo erano buone, ma erano anche facili da masticare in età avanzata.

Fino al XIV secolo quindi, questo piatto era conosciuto come un piatto inventato dagli antichi Romani e per questo continuava ad essere chiamato “lasana” o “lasanum”, cioè “vaso, recipiente” : questo nome indicava il treppiede da portare sul fuoco o anche il recipiente che serviva per la cottura dei cibi, mentre con “laganon” e “laganum” si indicava una sfoglia sottile che era ricavata da un impasto con farina di grano e che veniva cotta al forno o direttamente sul fuoco.. Fu allora che Francesco Zambrini pensò di lasciare le striscie di pasta intere e di sovrapporle, formando degli strati, e di farcirle con del formaggio: fu un grande successo e da quel giorno le Lasagne diventarono a strati, infatti Zambrini ne parla anche nel suo libro.

Non si sa però quando queste primitive lasagne divennero come quelle che conosciamo noi: nemmeno Pellegrino Artrusi, padre della moderna cucina italiana, ne parla nel suo libro. Sappiamo solo che le Lasagne divennero famose a partire dai primi del ‘900, quando alcuni cuochi bolognesi le fecero conoscere ai loro clienti ed in seguito, nel 1935, Paolo Monelli le cita nel suo libro il “Ghiottone errante”. Continua a leggere

Spaghetti alla carbonara

Ebbene si: sul sito manca una ricetta tipica italiana e mi sono resa conto che non l’unica..devo rimediare! Anche perchè devo ammettere che io sono piuttosto tradizionalista, quindi preparo spesso piatti come gli Spaghetti alla Carbonara, l’Amatriciana, le Lasagne e i Cannelloni, ma non ho mai messo la ricetta su Pillole Culinarie..vi prometto che rimedierò! Ma parliamo un pò di questa ricetta con spaghetti tipica del Lazio prima di vedere come si prepara.

Un pò di storia

Questo piatto rustico è tipico di Roma ed è preparato con ingredienti poveri ma dal sapore intenso. Solitamente in questa ricetta si usano gli spaghetti, ma ci sono vari tipi di pasta lunga e corta che legano comunque bene con gli ingredienti.

La sua provenienza risale ai carbonai umbri che dovevano controllare ininterrottamente la carbonaia, che serviva per realizzare la carbonella, quindi portavano con sè il cosidetto “cacio e ova” che mettevano dentro i loro “tascapane“, che venivano preparati anche la sera prima e mangiati freddi con le mani: per questo piatto servivano quindi ingredienti facilmente reperibili e a lunga conservazione, ma a volte mancavano le uova e quindi si accontentavano di “cacio e pepe“.

La carbonara è quindi un’evoluzione di questo piatto, che venne trasmesso ai romani, e se ne parla per la prima volta dopo la liberazione di Roma del 1944, quando gli angloamericani portarono nei mercati romani il bacon, cioè la pancetta, che fu usata insieme alle loro uova in polvere dai cuochi romani per creare questo piatto. Alcuni sostengono invece che la ricetta sia stata creata da Ippolito Cavalcanti, il nobile napoletano che pubblicò la ricetta in un suo libro. Continua a leggere