Zeppole salate calabresi

Solitamente quando si parla di zeppole si pensa subito a quelle dolci, con la crema e le amarene, cioè alle Zeppole di S. Giuseppe, ma dovete sapere che in Calabria e più precisamente sulla costa ionica della provincia di Reggio Calabria (finora ho parlato con altre persone di altre zone e non le conoscono ma potrei sbagliarmi), quelle dolci quasi nessuno le conosce!

zeppole

Da noi infatti, quando si parla di Zeppole, si pensa subito a quelle salate: che siano con acciughe, baccalà, ‘nduja, olive, prosciutto , mortadella o provola (se ce ne sono altre varianti non lo so..), queste non possono mai mancare sulla tavola di una Calabrese DOC, soprattutto quando è il periodo Natalizio, anche se io le preparo in qualsiasi periodo dall’anno, basta che non faccia caldo. Le ricordo fin da quando ero piccola ed ormai non posso farne a meno!

E vi dirò, nonostante io pensassi che questo tipo di Zeppole fossero tipiche della zona, in realtà ho scoperto che in alcuni paesini, anche in quelli limitrofi al mio, non tutti le conoscono, infatti alcuni preparano le Zeppole, magari con un impasto simile, ma sono dolci, cioè simile a queste e con lo zucchero sopra. Poi ho scoperto che anche in Campania le conoscono, anche se leggermente diverse, ma sempre salate.

Ho provato quest’anno anche i Cuddurieddi, che sono tipici della provincia di Cosenza e sono molto simili alle nostre Zeppole, che sinceramente preferisco: sarà per l’abitudine, ma anche se molto buone erano troppo zuppe d’olio per i miei gusti. Inoltre le Zeppole salate non sono a forma di ciambella ma hanno forma allungata o a palla.

Vi dico subito come si preparano quelle mie, che alcune volte preparo aggiungendo un po’ di patate nell’impasto, ma ho notato che anche loro si impregnano di olio e quindi preferisco non metterle (vi indico comunque le dosi per chi volesse provare le due versioni).

Difficoltà: media

Tempo di preparazione: 3 h ore circa (incluse lievitazione e frittura)

Ingredienti (per 8 persone circa):

  • 1 kg di farina 00 Molino Chiavazza;
  • 1 kg di patate (opzionali);
  • 30 gr di lievito di birra (1 cubetto);
  • acqua qb;
  • 1 pizzico di sale;
  • abbondante olio di semi per friggere.

Preparazione:

Se volete preparare la versione con patate, dovete metterle a bollire con tutta la buccia in un pentolino. Quando saranno cotte, spellatele e schiacciatele con una forchetta o nello schiacciapatate e salatele leggermente.

Ora iniziamo a preparare l’impasto, versando in una terrina la farina (potete anche fare un misto con la farina di semola), formando la classica fontana, quindi aggiungetevi le patate (che ripeto di solito non le metto), il lievito che avrete disciolto in un pentolino con dell’acqua calda, un pizzico di zucchero per aiutare la lievitazione (se non mettete le patate, anche il sale) ed amalgamate il tutto impastando energicamente con le mani.

Se vi serve, aggiungete un po’ di farina (anche 200 grammi se serve), specie se usate le patate che rendono l’impasto troppo molle: considerate che questo impasto non dovrà essere come quello della pizza per quanto riguarda la consistenza, dovrà infatti risultare piuttosto molle ed appiccicoso, ma non troppo.

impasto-zeppole

Quando l’impasto sarà pronto, coprite la terrina con un canovaccio e ponetela a riposo in un luogo asciutto e caldo, avvolta in una coperta in modo che stia costantemente al caldo: dovrete aspettare circa un paio d’ore, finché la pasta non lieviterà e si gonfierà.

A questo punto, non resta che mettere in una pentola capiente abbondante olio di semi (io uso quello di arachidi) e quando questo sarà bollente, immergetevi le zeppole: dovranno avere forma allungata o assomigliare ad una pallina e prima di dargli questa forma, ricordatevi di farcirle se volete. Solitamente io ne faccio due varianti, cioè vuote e con l’acciughina: naturalmente io preferisco quest’ultima versione. Aiutatevi ungendovi le mani d’olio, altrimenti la pasta si attaccherà creandovi un po’ di difficoltà.

zeppole

Quando saranno dorate, toglietele dall’olio e poggiatele su un piatto ricoperto di carta assorbente. Lasciatele leggermente freddare e gustatele! Sono ancora meglio se mangiate il giorno dopo, infatti questo tipo di Zeppole potete mangiarle anche dopo due giorni e sono ancora buonissime: ringrazio la mia amica che mi ha concesso l’uso di quest’ultima foto dato che la mia era scura!

Aggiornamento: ho scoperto che anche in altre zone della Calabria si conoscono, per esempio a Vibo Valentia e a Lamezia Terme, ed ho scoperto anche diversi tipi di ripieno che non conoscevo, cioè con baccalà, zucchine, cavolfiore, broccoli, pomodoro e mozzarella, prosciutto, soppressata, ‘nduja, spezzatina sott’olio di peperoncino e molto altro ancora!

Beh, che dire? Ah si, vi invito a far parte del mio gruppo su Facebook, ma potete trovarmi anche sulla Fanpage, su Twitter e su Google+!! Vi aspetto quindi, vi auguro una buona serata e come sempre..

BUON APPETITO!!

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24 pensieri su “Zeppole salate calabresi

  1. finalmente dopo tanta ricerca sono riuscita a trovare questa vecchia ricetta tipica calabrese le zeppole di s. lucia con farina patate /con la acciuga opp.con il miele / e gli altri ingredienti (la tipica cucina povera CALABRESE di 50 anni fà e che x noi bambini era una dolce felicità) che preparava mia mamma quando ero bambina le preparava a S. LUCIA e duravano x tutte le festività fino alla befana (ovviamente una cospiqua quantità )NEL PICCOLO PAESE(PLATANIA CZ)CHE è SEMPRE NEL MIO CUORE DOVE SONO NATA E RIMASTA FINO A 13 ANNI POI Cè STATA L’EMIGRAZIONE CIAO GRAZIE

    • Sono contenta di aver risvegliato in te questi ricordi..se proverai la ricetta spero che le zeppole vengano come quelle che faceva la tua cara mamma dato che la ricetta cambia in ogni paese! :) Fammi sapere, ciao e buone feste! :)

    • Le zeppole (che si gustano per tutto il periodo natalizio fino alla befana) era sinonimo di riunione famigliare. Quando la nonna e la mamma le iniziavano a preparare, allora era veramente Natale . Tutti i famigliari andavano e venivano dalla cucina con in mano una zeppole (con acciuga o con zucchero) e attorno al braciere, si cantava, si giocava a tombola, si raccontavano storie di tempi antichi e i bambini com’ero io erano in festa…. tanti, tanti, tanti anni fa. Poi il trasferimento al nord, il freddo, la vita, tutto finito. Un saluto da un vecchio calabrese.antonio

  2. CERCAVO LA RICETTA DELL'IMPASTO DELLE ZEPPOLE (O "CRISPEDDE", SOLO PER REGGIO CALABRIA) ED HO TROVATO IL VS. SITO CHE HO TROVATO MOLTO INTERESSANTE PER LA RICERCA ANCHE DELLE ZONE DI PROVENIENZA DELLE SPECIALITA'.
    MI COMPLIMENTO PER LO SFORZO DI RICERCA CHE AVETE FATTO (ANCHE SE LA MATERIA RICHIEDEREBBE, SECONDO ME, UNO SFORZO DI RICERCA MAGGIORE).
    COMPLIMENTI PER QUELLO CHE FATE E RESTO A DISPOSIZIONE PER QUALSIASI COTRIBUTO IO POSSA DARE.CORDIALI SALUTI.

    • La ringrazio per i complimenti e per la cortesia..effettivamente l’argomento andrebbe approfondito per poter far conoscere meglio questo piatto a tutti! :) Nel futuro credo che migliorerò questo come anche altri articoli, aggiungendo anche delle informazioni che man mano troverò! Per ora sto puntando ad imparare quante più ricette della tradizione possibile, quindi potrei chiederle in futuro qualche curiosità! Grazie ancora e a presto, Saluti!

  3. Finalmente dopo 4 anni che sono andata via dalla Calabria per vivere a Milano, mi è venuta nostalgia delle mie adorate zeppole. Grazie a questa ricetta ho potuto farle e guarnirle di 'nduja per farle assaggiare a tutto il vicinato!

  4. la mia mamma era della provincia di salerno ( zona eboli, serre, campagna ) e quando mi faceva le zeppole a natale le faceva con la farina, patate, lievito e acciughe. Dalle sue parti le facevano esattamente come quelle calabresi, non so’ se e’ un caso ma credo di no.

    • :) Beh, al sud abbiamo molte ricette in comune! Quì in Calabria ho girato parecchio e difficilmente trovo qualcuno che le conosce: dipenderà sicuramente dalle zone! Comunque grazie del commento e torna a trovarmi quando vuoi! ;)

  5. Carissima Calimera,i zzippuli calabrisi specialmenti chigghi da provincia i riggiu si ponnu fari sia chi patati oppuru senza, e poi comu farcitura normalmenti si usava a sarda salata e non tanta varietà di virdura, comunque sunno boni a qualunqui manera i fai e qualunqui periudu i fai.
    ciau

    • Ciao, grazie del commento..anche se in dialetto ti possiamo capire solo io e gli altri calabresi! :-p Comunque si, da noi esistono solo vuote o con la sarda salata, ma ho conosciuto persone che preparavano anche quelle varianti che leggi ed ho voluto riportarlo. :) Per il resto si, sono buone tutte l’anno e non posso darti torto! :D hahahah..ciao e torna a trovarmi! ;)

  6. Ciao, a Filadelfia (VV) si fanno allo stesso modo, ma con le patate,solo che usiamo esclusivamente olio di oliva, le varianti a cui hai accennato vengono fatte pure da noi e quelle con le acciughe le chiamano "ngargarati" io preferisco quelle con la marmellata.

    :)

  7. Se posso essere d’aiuto volevo darvi la versione doc della costa jonica reggina. Su un kg di farina bisogna usare 800gr di grano duro (quella x la pizza x intenderci) 200 gr 00 e 250 gr di patate schiacciate. Sciogliete in mezzo litro di acqua mezzo cubetto di lievito,un pizzico abbondante di sale,un pizzico di zucchero,un cucchiaio colmo di olio d’oliva. Impastare il tutto creando un impasto molto soffice e molliccio e far lievitare per 2 ore e mezza circa con una temperatura intorno ai 30°. Spero di esservi stato d’aiuto,buon appetito :)

    • Grazie sia a Roberto che a Vittorio per i commenti! Ho imparato qualcosa in più su questa ricetta e sonon contenta che piaccia a tutti, tanto quanto a me! :) Ah grazie anche per la ricetta, proverò anche questa variante! ;) Tornate a trovarmi!! un abbraccio

  8. questo Natale proverò a farle, da quando non c’è più mia madre non le ho più mangiate. spero che con la vostra ricetta vengano buone come le faceva lei!

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