Pandoro farcito con crema pasticciera

Dato che siamo nel periodo natalizio, mi sono dilettata nella preparazione di vari piatti che non avevo mai provato a fare, anche perchè sinceramente mangiare ogni anno le stesse cose rende il periodo festivo più noioso.

pandoro

Allora oltre alle zeppole salate, che nel menù natalizio a casa mia non mancano mai perchè ci piacciono troppo (e poi vedrete che mi darete ragione quando le vedrete) insieme a torroncini artigianali, Pitte di S. Martino, piatti a base di pesce e chi più ne ha più ne metta, quest’anno ho presentato questo mio “esperimento”: un pandoro farcito con crema pasticciera e ricoperto di cioccolato fuso.

Naturalmente ho preparto tutte le creme prima e poi all’attacco con la farcitura: mi sono davvero divertita e devo dire che la maggior parte della crema è sparita nel frattempo (chi sa come mai…). Insomma, dato che domani è il giorno di Santo Stefano, quindi altro giorno in cui mangeremo fino a scoppiare, vi dico subito come preparare questo pandoro farcito con crema pasticciera, così potrete cimentarvi anche voi in questa ricettina iper calorica, ma buonissima!

Difficoltà: media

Tempo di preparazione: 40 minuti circa

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Zeppole di San Giuseppe

Oggi è il 19 marzo e quì in Italia si festeggiano tutti i papà (oltre ai giuseppe e alle giuseppine)!!

Un pò di storia

Questa festa è nata, per come la intendiamo oggi, agli inizi del XX secolo, dopo la nascita della festa della mamma. Secondo la tradizione, la festa fu ufficializzata nel 1910 in West Virginia: una signora, colpita dal sermone fatto in una chiesa metodista durante la festa della mamma, chiese che la festa del papà fosse resa ufficiale. Fu così la signora organizzò il 19 giugno 1910 la prima festa del papà (scelse questa data perchè era il giorno del compleanno del padre, veterano della guerra di secessione).

La data dei festeggiamenti varia di paese in paese però: per quelli che seguono la tradizione statunitense, la festa si tiene la terza settimana di giugno; in molti paesi di origine cattolica invece si tiene il 19 marzo, giorno in cui cade la festa di San Giuseppe, padre putativo di Gesù; in altri paesi la festa è invece associata ai padri nel loro ruolo nazionale, come in Russia dove viene celebrata come la festa dei difensori della patria.

In cucina

Ma in questo articolo non voglio parlarvi solo delle origini della festa, ma soprattutto del dolce più diffuso nelle regioni del centro-sud, cioè le zeppole di san giuseppe, che prendono il nome proprio da questa festa: questo dolce buonissimo, ha origini nell’antica Roma ed era usato durante i festeggiamenti dei Liberalia, che si tenevano proprio nel periodo di marzo.

Come saprete, questi dolci hanno una base simile a quella dei bignè e sono farcite di crema pasticciera (infatti le adoro!!) e possono essere sia fritte che cotte al forno. Naturalmente ogni regione ha la sua variante: per esempio a Napoli sopra la crema pasticciera si mettono delle amarene per guarnire, mentre invece nel Salento al posto delle amarene troviamo un ciuffo di crema al cacao (inoltre vengono cotte nello strutto, la cosiddetta sugna, e non nell’olio). Invece in Calabria abbiamo due versioni: la versione di Reggio Calabria (Zippuli ca’ ricotta), consiste in dei piccoli bignè preparati con farina, zucchero, uova, vanillina e strutto farciti con ricotta, zucchero, cannella, limone grattugiato e zucchero a velo; le zeppole di Cosenza vengono invece preparate con margarina, farina, uova, crema e amarene candite. Naturalmente ne esistono molte altre versioni ma non sto quì a dilungarmi su questo aspetto.

In questa occasione mi occupo infatti della preparazione delle zeppole classiche, cioè quelle fritte di Napoli: spero vi piaceranno!! Ho usato la ricetta che ho trovato sul blog di Ballina (quindi la ringrazio per la preziosa ricetta!).

Difficoltà: media

Tempo di preparazione: circa 1 h

Vino da abbinare: spumante dolce

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Torta mimosa

Come voi tutti saprete, l’8 marzo è la “festa delle donne“.  Originariamente questa festa nazionale serviva a ricordare non solo le conquiste sociali, politiche ed economiche di noi donne, ma anche le discriminazioni e le violenze che in molte parti del mondo ancora esse subiscono. Purtroppo questo giorno è ormai diventato una festività puramente commerciale, ma spero che per tutte voi non sia così: infatti oggi ho preferito rimanere a casa piuttosto che uscire e sopportare la presenza di quelle “pazze maniache” che sfruttano la festa per farsi riempire di attenzioni e per vedere uno spogliarello!

Ho preferito rimanere a casa, stare in compagnia delle mie amiche e gustarmi una bella fetta di “torta mimosa“, dolce che porta il nome del fiore simbolo di questo giorno dedicato a tutte le donne che hanno lottato per i nostri diritti! Vi riporto quì la ricetta..spero sia di vostro gradimento!

Curiosità: questa torta è chiamata così perchè ricoperta di pezzetti di pan di spagna che ricordano le mimose. Questo fiore che sboccia ai primi di marzo, fu scelto come simbolo della festa della donna in Italia, dalle femministe italiane dell’ UDI (Unione Donne Italiane) che nel 1946 organizzarono la prima festa della donna del Dopoguerra. Probabilmente il dolce nacque proprio in concomitanza di questa scelta e poichè la mimosa, che è un fiore velenoso, non può essere usato come ingrediente, allora si è scelto di riprodurne le sembianze usando il pan di spagna tagliato a pezzetti.

Naturalmente vi sono molte varianti di questa ricetta poichè possono cambiare sia il tipo di frutta che lo sciroppo utilizzati, ma io ho usato l’ananas che personalmente adoro!

Difficoltà: bassa

Tempo di preparazione: 2 ore ca.

Costo: basso

Ingredienti (per 8 persone):

Per il pan di spagna:

  • 75 gr di farina;
  • 150 gr di zucchero;
  • 1 bustina di vanillina;
  • 5 uova;
  • 75 gr di fecola di patate;
  • sale.

Per la crema pasticcera:

  • 4 uova;
  • 90 gr di zucchero semolato;
  • 1 bustina di vanillina;
  • 1/2 l di latte;
  • 60 gr di farina setacciata.

Per guarnire:

  • ananas sciroppato;
  • 1 bicchierino di Gran Marnier;
  • succo dell’ananas sciroppato;
  • 200 ml di panna montata.

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