Le ricette di carnevale

 Curiosità sul Carnevale

La parola “Carnevale” ha origini molto antiche e più precisamente deriva dal latino carmen, che significa levare, togliere la carne. Indica il periodo che precede la Quaresima, in cui, secondo la tradizione religiosa, non si può mangiare carne: è per questo motivo che ai tempi dei romani si celebravano i carnesciali, grandi banchetti che precedevano il digiuno. La festa di Carnevale nei paesi cattolici, ha inizio con la Domenica di Settuagesima (la prima delle sette che precedono la Settimana Santa secondo il calendario Gregoriano) e finisce con il Martedì Grasso, che è il giorno in cui si festeggia maggiormente, prima che inizi il periodo Quaresimale con il Mercoledì delle Ceneri.

Nel 2011 avremo il Carnevale più “alto” del secolo.La Pasqua, infatti, cadrà il 24 aprile (la data massima possibile è il 25 aprile) quindi Martedì Grasso coinciderà con la festa della donna l’8 marzo, infatti il Carnevale inizierà il 20 febbraio.

Ma il Carnevale ha origini che precedono l’epoca romana, infatti possiamo vederne i primi esempi già in epoca Egizia quando si festeggiava in onore della Dea Iside, in epoca greca quando si celebravano le “Grandi Dionisiache” in onore del Dio Bacco, per arrivare all’epoca romana, dove con i Saturnali si sospendevano le leggi in vigore. E’ quest’ultima usanza che ha dato vita all’usanza di mascherarsi durante il Carnevale.

Ancora oggi infatti la maschera è fondamentale e questa festa è diventata talmente importante, che alcuni carnevali italiani sono diventati famosi in tutto il mondo: un esempio sono il Carnevale di Cento, Acireale, Putignano, Ivrea e Milano, ma quelli più importanti sono il Carnevale di Viareggio ed il Carnevale di Venezia! In tutta Italia sfilano carri allegorici con maschere e vestiti tradizionali di Carnevale, festeggiano grandi e bambini, con feste in piazza e nei locali, dove spesso organizzano concorsi per premiare i costumi più originali e belli!

Naturalmente non possono mancare le maschere tradizionali italiane!

Queste sono davvero tante e sono nate con la Commedia dell’Arte del Cinquecento e ciascuna è originaria di una particolare città: Arlecchino e Brighella, maschere originarie di Bergamo, Pantalone e Colombina (Venezia), Pulcinella (Napoli), Ballanzone (Bologna), Gianduia (Torino), Rugantino (Roma), Meneghino (Milano).

Le ricette

Ma cos’è una festa senza i suoi dolci tipici? Ecco di seguito un elenco di ricette dolci e salate che potrete portare in tavola per fare la gioia di grandi e piccini durante questa festività! Continua a leggere

Le ricette di San Valentino

Un pò di storia

La festa di San Valentino si festeggia il 14 febbraio in molte parti del mondo (specialmente in Europa, in America ed in Estremo Oriente) ed è dedicata a tutti gli innamorati. Istituita nel 496 da Papa Gelasio I, la festa prende il nome dal santo e martire cristiano San Valentino da Terni, mentre la pratica di scambiarsi regali e frasi d’amore risale probabilmente all’alto medioevo e forse si può ricondurre al circolo di Geoffrey Chaucer dove nacque l’amor cortese.

Il tratto più caratteristico della festa di San Valentino è lo scambio di valentines, bigliettini d’amore spesso sagomati nella forma di cuori stilizzati o secondo altri temi tipici della rappresentazione popolare dell’amore romantico (la colomba o la sagoma di cupido con arco e frecce o altro).

La “valentina” più antica di cui si abbia qualche traccia, risale al XV secolo e fu scritta da Carlo d’Orléans, detenuto nella Torre di Londra dopo la sconfitta della battaglia di Agincourt (1415), e quì si rivolge alla moglie con le parole: “Je suis desja d’amour tanné, ma tres doulce Valentinée….”

A partire dal XIX secolo questa tradizione ha alimentato la produzione industriale e commercializzazione su vasta scala di biglietti d’auguri dedicati alla ricorrenza (seguiti poi da molti altri articoli). Fu proprio la produzione su vasta scala di biglietti d’auguri a dare impulso alla commercializzazione della ricorrenza e, al contempo, alla sua penetrazione nella cultura popolare.

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Il Panettone: storia e valori nutrizionali

La sua storia

Manca poco a Natale e come sempre non possono mancare sulle nostre tavole le più classiche tradizioni gastronomiche e culinarie. Tra le specialità gastonomiche natalizie più importanti e conosciute, troviamo due dolci italiani antichi: il pandoro e il panettone. Ma soffermiamoci sulla storia del secondo: le origini del panettone sfumano a tratti nella leggenda.

Sono due le storie maggiormente accreditate!

La prima è quella che parla di un certo Messer Ughetto degli Atellani, falconiere, che abitava nella contrada delle Grazie a Milano. Poiché innamorato di Algisa, figlia di un fornaio, si fece assumere da lui come garzone e, per incrementare le vendite, provò ad inventare un dolce: con la migliore farina del mulino impastò uova, burro, zucchero ed uva sultanina ed infornò. Ne risultò un dolce buonissimo che ebbe grande successo, tutti vollero assaggiare il nuovo pane e qualche tempo dopo i due giovani innamorati si sposarono e vissero felici e contenti.

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Il Pandoro: storia e valori nutrizionali

La sua storia

Il Pandoro è un dolce tipico di Verona che solitamente viene consumato in tutta Italia, come il panettone, durante le festività di Natale. Ancora sono incerte le sue origini, ma secondo alcuni sono da ricercarsi nell’Austria dell’Impero Asburgico dove i pasticceri della casa reale producevano il cosiddetto “Pane di Vienna”, un dolce soffice e leggero a sua volta derivato molto probabilmente dalla “brioche” francese. Questa tesi sarebbe confermata dalla tecnica usata ancora oggi per preparare il Pandoro che è la stessa usata fin dal ‘700 per il Pane di Vienna.

Ma secondo altre fonti, le origini del Pandoro potrebbero derivare dal “pane de oro” (da cui il nome Pandoro), dolce a forma conica servito durante il Rinascimento sulle tavole dei ricchi veneziani nel periodo natalizio, assieme a vari cibi ricoperti di sottili foglie d’oro zecchino .

Ma l’ipotesi più accreditata è che nel 1800, il Pandoro nasceva come evoluzione del “Nadalin”, un dolce tradizionale della pasticceria veronese: questo veniva preparato durante le festività natalizie ed aveva forma e consistenza tipiche del Pandoro. Quindi è molto probabile che i pasticceri austriaci, al tempo molto presenti nella pasticceria veneta, abbiano preso spunto dalla ricetta del Nadalin per perfezionarla e dare vita al Pandoro. Continua a leggere